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Quali libri sui Cavalier King posso trovare in commercio?

 

L'unico in lingua italiana è "Il Cavalier King Charles Spaniel" di Pietro Paolo Condò - De Vecchi Editore, tratta l'obbedienza, la salute, il carattere e altri argomenti. Gli altri testi sono esclusivamente in lingua inglese, i miei preferiti sono "Cavalier King Charles Spaniel today" di Sheila Smith, allevatrice inglese con affisso Salador, il libro oltre ad avere bellissime foto di campioni inglesi tratta le migliori linee di sangue europee, americane ed inglesi, ha un capitolo su come scegliere un bel cucciolo, sull'accoppiamento e il parto e molto altro. Un'altro libro è "Cavalier King Charles Spaniel - an owner's companion" di John Evans, allevatore inglese con affisso Alansmere, questo libro oltre ad avere numerose illustrazioni , riporta l'ereditarietà del colore, un database dei Campioni Inglesi, un capitolo sulla toelettatura, e sulla cura dei cuccioli, su rimedi omeopatici e altro. Altri autori : Beverly Cuddy, Tom Boardman, Meredith Johnson Snyder.

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Che accorgimenti devo usare per la cura mensile del mio Cavalier King?

 

Poichè le orecchie da spaniel sono molto delicate e spesso soggette ad otiti , ogni quindici giorni è bene usare un disinfettante per pulirle, ad esempio l'otoprof o il clorexy derm oto. Se però l'orecchio fa cattivo odore e presenta un colore nero è meglio ricorrere ad una visita veterinaria e nel caso di otite fare la cura appropriata. Gli occhi in costante lacrimazione possono essere puliti con un batuffolo di cotone o garza imbevuti di Ingenya eye wash. Le unghie vanno tagliate se troppo lunghe con un comune tagliaunghie per cani, tagliate solo la parte bianca e mai vicino al rosa.

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Qual'è la taglia giusta del Cavalier King?

 

Ultimamente mi sento rivolgere domande che mi appaiono strane in quanto esperto del settore ma che mi fanno riflettere sul panorama del Cavalier in Italia. Queste domande riguardano la taglia del Cavalier, ad esempio mi si chiede se esiste un Cavalier toy oppure mi si dice che ci sono sedicenti allevamenti che rimpiccioliscono la razza fino ad arrivare ad esemplari di 4 kili. C'è insomma confusione. E' vero che in passato si sono visti esemplari ipermetrici , cani di 10, 12 Kili anche nei ring delle esposizioni, ma questo è tanto errato quanto un cane di 4 kili. Il Cavalier ha uno standard , dai 5,5 agli 8,8 Kili circa, in un cane proporzionato e aggraziato. Non è un cane toy ma nemmeno un Cocker!!!! Io personalmente prediligo esemplari di 7/8 Kili a quelli di 9 o di 5, in medio stat virtus!!

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Maschio o femmina?

 

E' una scelta totalmente personale. Diversamente da altre razze nel Cavalier King non c'è alcuna differenza caratteriale, e solamente una minima di taglia. La femmina va in calore ogni 6/8 mesi per circa 20 gg, perciò se avete i divani bianchi non è consigliabile...ricordate però che quando la femmina va in calore è il maschio a scappare, se abitate in appartamento nessun problema, se invece avete un giardino mi raccomando che sia ben recintato. Il maschio non fa cuccioli. La femmina si ma prima di cimentarvi nell'esperienza del parto ricordate che il Cavalier non è un cane "facile", si ricorre spesso a tagli cesarei e a volte le esperienze sono disastrose.

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Con o senza pedigree?

 

Personalmente ritengo che un cane senza pedigree sia un meticcio. A volte alcuni allevatori vi propongono cani sprovvisti del documento che ne comprova la razza da quattro generazioni ad un prezzo inferiore a quello di mercato. Dovete però sapere che un Cavalier sprovvisto di pedigree non potrà mai fare esposizioni e tantomeno cuccioli con pedigree, pertanto è privo di ogni valore commerciale. Il pedigree non vi da la garanzia che il cane sia un campione ma ne certifica semplicemente la razza e la provenienza. 

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Ernia ombelicale nel Cavalier King 


Partendo dal presupposto che i Cavalier hanno i tessuti molli (se no non sarebbero Cavalier :D) mi capita nell'80% dei casi che i miei cuccioli abbiano l'ernia ombelicale dovuta al distacco del cordone ombelicale. Ho notato che con i parti cesarei (con tutti gli accorgimenti dei veterinari) sono leggermente più grandi, mentre coi parti naturali meno. Confrontandomi con i colleghi ho capito che siamo tutti nella stessa barca, ovvero anche i loro soggetti hanno la stessa incidenza del "problema". L'ho virgolettato perchè poi tanto problema (almeno nella mia razza) non è. Mi spiego meglio: mi è capitato di cedere cuccioli a clienti che quando si sono recati dal veterinario sono stati allarmati dal dover operare i cani, ma le ernie ombelicali nel Cavalier spesso "chiudono" entro un anno del cane. Cosa vuol dire "chiudono"? Che si vedrà e sentirà sempre come un bottoncino sotto il pelo ma il materiale non andrà più nè dentro nè fuori. Invece l'ernia resta "aperta" quando manualmente questo "bottoncino" può essere fatto rientrare. Ora, in un maschio non farei mai un intervento a meno che non associato a qualche altra anestesia es. una detartarasi, nella femmina è più complicato se rimane "aperta" per questioni legate al parto. In quel caso se ad un anno non si è chiusa la farei ridurre chirurgicamente.

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FACCIAMO CHIAREZZA SULLE OCULOPATIE. NON PER TUTTE LE MALATTIE EREDITARIE I CAVALIER VANNO ESCLUSI DALLA RIPRODUZIONE.

Per malattie ereditarie si intendono quelle malattie per le quali si conosce o si sospetta l’esistenza di uno o più geni anomali che concorrono al manifestarsi di una malattia. 

 

Nei cani di razza Cavalier King Charles si riconoscono le seguenti anomalie oculari:

 

Microftalmia

 

E’ un’anomalia visibile già alla nascita (congenita) ed è caratterizzata dalla presenza di un occhio piccolo. Spesso colpisce solo un occhio ed è associata ad altre anomalie oculari. Si osserva soprattutto nei cani con mantello blue merle. I cani con microftalmia NON devono essere riprodotti.

 

Entropion

 

E’ un difetto della forma della palpebra dovuta ad un ripiegamento verso l’interno del bordo palpebrale. Può coinvolgere la palpebra superiore e/o inferiore di uno o tutti e due gli occhi. Se non è grave, l’animale può essere riprodotto.

 

Distichiasi

 

E’ la presenza di una o più ciglia che emergono dal margine palpebrale superiore e/o inferiore. Si osserva in qualunque momento della vita del cane, non necessariamente nel cucciolo. Provoca irritazione e lacrimazione. Non è una patologia grave. La riproduzione del cane è ammessa.

 

Distrofia corneale

 

Si manifesta con la presenza di opacità o macchie bianco-grigiastre sulla cornea. Nella maggior parte dei casi non provoca difficolta visive. La riproduzione del soggetto affetto è ammessa.

 

Macroblefaro o sindrome cheratopatica da esposizione

 

E’ un’ anomalia corneale che coinvolge tutta o parte della cornea dovuta ad un ammiccamento inadeguato. E’ il risultato di una serie di caratteristiche anatomiche quali orbita profonda, esoftalmo e macroblefaro (apertura palpebrale ampia).

 

Membrane pupillari persistenti

 

Si tratta di una struttura vascolare embrionale che deve scomparire entro le prime settimane di vita del cucciolo. Se la regressione è incompleta, possono persistere della fimbrie di tessuto, visibili sulla superficie dell’iride. Le forme più lievi non provocano alterazioni all’occhio ne alla vista e quindi è ammessa la riproduzione del cane affetto. Le forme più gravi, invece, possono lasciare impronte biancastre sul cristallino o sulla superficie interna della cornea. In questi casi NON è consentita la riproduzione del cane.

 

 Cataratta

 

Si intende qualunque opacità del cristallino o della capsula che lo riveste.  Può provocare alterazioni visive anche gravi.  I cani con cataratta NON devono essere mai riprodotti.

 

Displasia retinica a pieghe

 

Pieghe di forma varia (lineari, triangolari, curvilinee), singole o multiple visibili sulla superficie retinica. Nei cuccioli, tale condizione può essere reversibile parzialmente o completamente durante l’accrescimento. Il cane affetto può riprodursi, ma solo con cani esenti.

 

Displasia retinica geografica

 

E’ un anomalo sviluppo della retina già presente al momento della nascita. Si osservano delle aree più sottili della retina di qualunque forma. Provoca alterazioni visive. Quando esita in distacco retinico, la visione è compromessa. I cani affetti NON devono essere riprodotti.”

 CHERATOCONGIUNTIVITE SECCA

La cheratocongiuntivite secca (KCS) è un’infiammazione
progressiva della cornea e della congiuntiva causata da una
carenza della componente acquosa del film lacrimale
La patologia consiste in un essiccamento di porzioni piu’ o meno estese di cornea e congiuntiva.
L’essiccamento e’ la conseguenza di una anomala composizione del film lacrimale (strato mucoso) con il conseguente dissolvimento.
Il film lacrimale e’ spesso 0,01 mm e si compone di tre strati Quello esterno e’ di natura lipidica e viene prodotto dalle ghiandole sebacee presenti sul bordo palpebrale ,ha la funzione di limitare l’evaporazione.Lo strato centrale e’ la frazione acquosa ,quello piu’ interno e’ lo strato mucoso che viene prodotto dalle cellule caliciformi intraepiteliali della congiuntiva.
Il 60% della porzione acquosa del film lacrimale e’ prodotto dalla ghiandola lacrimale posta dorsalmente al globo oculare , il restante 40% e’ prodotto dalla ghiandola della membrana nittitante e dalle ghiandole lacrimali accessorie. Cani affetti NON vanno riprodotti

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LUSSAZIONE DELLA ROTULA (Dr. Domenico Spadati)

La lussazione della rotula e' una delle più frequenti patologie  del ginocchio dei cani. La lussazione può essere congenita (genetica) o acquisita (traumatica), ad uno od entrambi gli arti, laterale o  mediale,  ricorrente o permanente, riducibile (spontaneamente o manualmente) o non riducibile. La lussazione mediale congenita o ereditaria compare comunemente nelle razze di piccola taglia quali: Pinscher,  Yorkshire, Maltese, Cavalier King, Jack Russell Terrier, Pechinese, Barboncino, Bolognese; la lussazione laterale compare più spesso nelle razze giganti quali: San Bernardo, Malamute, Setter Irlandese.

Lussazione Mediale della rotula

Esistono quattro gradi di lussazione mediale della rotula:
Grado I: il paziente raramente zoppica. E' presente occasionalmente il movimento di "saltello" quando la rotula scivola sopra il labbro della troclea. Manualmente è possibile  lussare la rotula medialmente ma la stessa ritorna in posizione fisiologica alla fine della pressione manuale.
Grado II: la sintomatologia va da una zoppicatura intermittente a salti fino ad un non appoggio continuo. La rotula può essere lussata manualmente sia in estensione che in flessione. La riduzione avviene spontaneamente o manualmente con facilità.
Grado III : qui la zoppicatura può essere più o meno grave ed andare da un mancato appoggio saltuario fino al  non uso dell'arto colpito. Spesso il paziente porta gli arti più o meno marcati e la tibia può risultare ruotata. La rotula e' spesso lussata e la riduzione manuale incontra qualche difficoltà.
Grado IV : il paziente zoppica stabilmente e presenta anomalie di conformazione. La rotula resta lussata e non si può ridurre manualmente. Le deformità ossee sono marcate.
La correzione delle lussazioni della rotula sono di interesse chirurgico.
Esistono svariate tecniche in dipendenza dal grado di gravità della stessa.
Tutte le tecniche chirurgiche tendono a riallineare l'apparato estensore per ottenere che le forze agiscano fisiologicamente sull'articolazione del ginocchio.
1)Rinforzo del retinacolo laterale: si tratta in pratica di eseguire una pence che vada dall'aponeurosi del muscolo popliteo tra sesamoide e femore e la fibrocartilagine parapatellare laterale. E' un intervento di semplice esecuzione che spesso da risultati estremamente soddisfacenti. Può essere associato al rilassamento mediale che si realizza incidendo col bisturi la porzione mediale della fascia e della capsula sinoviale fibrosa. In pratica si cerca di diminuire la tensione mediale dell'apparato rotuleo.
2)La Trasposizione della cresta tibiale e' invece una tecnica un po' piu' complessa che consiste nello spostare la cresta della tibia ( luogo ove si inserisce il quadricipite ) lateralmente e quindi ricreare dei buoni rapporti anatomici alla rotula.
3)La Trocleoplastica: si tratta in pratica di ricreare chirurgicamente il solco trocleare ( parte dove dovrebbe scorrere la rotula) permettendo così alla rotula stessa di non lussarsi.

Tutte queste tecniche possono essere usate singolarmente o associate secondo la gravità del caso e la scelta del chirurgo.

 

 

Perchè il mio Cavalier King "Blenheim" non ha le orecchie lunghe?

 

Spesso è un fattore genetico ovvero la mamma o il papà del vostro Cavalier King avevano il pelo corto, altre volte dipende dall'alimentazione, provate ad aggiungere un rosso d'uovo (bollito è più facilmente digeribile) alla settimana , usate sempre ciotole alte in modo che il cibo non si attacchi alle orecchie oppure usate una calze tagliata per non fargliele andare dentro la ciotola. Lavate il vostro Cavalier King SEMPRE con shampoo appositi per cani che hanno un PH diverso da quello umano.

 

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